Ma come Diamine ‘guidano’?
Ieri mi e’ arrivata la notizia di una nave porta-container della MSC – Mediterranean Shipping Company che e’ affondata a largo del canale di Mumbai:
On 7th Aug, Saturday, at 0950 hours (IST) MSC Chitra collided with M.V. Khalijia –III in the vicinity of the navigable channel leading to the Nhava Sheva Port. This has resulted in the grounding and heavy tilting of the Vessel, causing containers to fall overboard.
Ma come Diamine ha fatto ad andare a sbattere contro una peroliera grande cosi’?:
Anche la MSC Chitra non e’ che fosse tanto piccola, 234 x 32 metri con una stazza lorda di quasi 38.500 tonnellate
mi vengono i brividi…
tutti quei container… la fatica, il sudore, la speranza, il costo, i contratti… che ci sono in quelle scatole di latta che sembrano cosi’ piccole…sogni che cadono in mare…
E’ vero che in Europa…?
Quando un indonesiano inizia a conoscerci, e a capire che forse non tutte le cose, per lui stranissime, che si dice facciano gli occidentali sono vere, allora arriva a chiederci conferma con domande assurde tipo quella degli occhi azzurri che di notte non vedono bene, o come:
E’ vero che in Europa i ragazzini lavorano?
Ma tu guarda, e noi che ci preoccupiamo di far controllare e certificare le aziende che producono in Asia per essere sicuri che non abbaino lavoratori minorenni! Poi si capisce che la domanda reale e’:
E’ vero che i ragazzi che vanno a scuola (intesa come le superiori o l’universita’) fanno anche dei lavori part time?
Il fatto e’ che, per loro, se una famiglia e’ povera e i bambini non hanno volgia di andare a scuola, e’ normale che inizino a lavorare intorno ai 10/13 anni, ma se la famiglia e’ abbastanza ricca da farli studiare fino a oltre la scuola dell’obbligo allora devono restare 100% spesati dalla famiglia.
Altra domanda che ci e’ stata posta tempo fa e’ stata:
E’ vero che gli anziani in Europa mangiano solo cibi molli con la cannuccia?
Io non so che televisione guardino, ma qui per loro uno che ha 55 anni ha gia’ un piede nella fossa e quando ne ha 65/70 e’ vecchissimo, un patriarca… forse non si rendono conto dell’eta’ degli anziani in tv o forse non si accorgono che sono malati quelli che non possono masticare…
Oggi, nuovo quesito:
E’ vero che in Europa quando si muore si viene sepolti con gli abiti nunziali?
Anche l’origine di questa curiosita’ non mi e’ chiara. Ma quello che mi ha colpito davvero e’ stato che, parlando di usanze relative ai funerali, la persona che ha posto la domanda ha spiegato che qui quando si muore si viene sepolti dopo poche ore.
Ma come, dico io, e come si fa a essere sicuri che uno sia morto? ci saranno anche qui casi di morte bianca no? E lei mi risponde ridendo tutta contenta che si, capita sovente che poi il morto risulti non ancora morto, addirittura mentre lo si sta sepellendo nella terra pura, senza bara, solo avvolto dal telo bianco come richiede la religione islamica.
Rideva, io ero allucinata e lei rideva.
Come diamine fanno ad essere cosi’ incoscenti delle cose pur essendone coscenti? Voglio dire, lo sai che capita, lo sai che ti potrebbero sotterrare viva e… ridi???
E poi siamo noi quelli strani che quando ci facciamo sotterrare (morti) ci facciamo vestire bene? Mha….
Questione di… ‘occhio’!
Una ragazza indonesiana oggi mi ha chiesto:
e’ vero che chi ha gli occhi azzurri di notte o al buio non vede bene?
ci ho messo un po’ a capire che la domanda era ‘seria’…
la cosa ancor piu’ scioccante e’ che la cosa e’ stata detta da un insegnante ad un suo amico!
Forse sarebbe meglio non andare a scuola a questo punto…!!
Matrimonio
Da The Jakarta Globe:
Makassar, South Sulawesi. The country’ largest Muslim organization proclaimed on Friday that underage marriage is allowed, even if the bride or groom has not yet reached puberty, as long as the purpose of the marriage is to build a happy family.
[...]
“They can get married at any age, even girls that haven’t yet menstruated are allowed,” he said. “And they can have an intimate relations, intercourse, if they are able to.”
Che tristezza.
Consentire il matrimonio tra persone minorenni o, peggio ancora, con un minorenne. E poi che vuol dire per creare una famiglia felice? Felice chi?
Non parliamo del E possono avere relazioni intime se ne sono capaci / se ne sono in grado…????!!!!
Ci sono paesi in cui l’usanza (chiamiamola cosi’…) di matrimoni tra minorenni e’ molto forte nella cultura locale ma almeno tentano di fare qualcosa (chi piu’ chi meno…) per eradicarla.
Ma questi? Questi sono fuori come campane! Non e’ una cosa molto comune in Indonesia, per quale orrido motivo vogliono farla diventare tale?
La loro risposta e’ che la legge islamica dice che e’ meglio sposarsi dopo la maturita’, ma che quell’ “e’ meglio” non vuol dire e’ necessario. Sono senza parole.
Solo ieri hanno scoperto che una bambina di 12 anni era fuggita dal marito di 60 (Sessanta!!!! 48 anni piu’ vecchio!!) e viveva segretamente a casa della sorella… E te credo, poveretta!
Il fascino misterioso degli incroci di kampung
Viviamo nel kampung. Per un indonesiano questo vuol dire che sei povero e sei anche sfigato. Per un occidentale invece vuol dire che starsene tranquilli lontano dal traffico, dal rumore e possibilmente il piu’ lontano possibile dalle moschee che urlano alle 4 di notte.
Quando rincasiamo e attraversiamo i 3 incroci della piccola stradina del villaggio, puntulmente, tutte le sere, c’e’ un gruppetto di persone ferme in mezzo ad ogni incrocio.
Non fanno nulla. Stanno li’ e basta. Chiacchereranno forse, ma non ne sono certa perche’ non li ho mai visti parlare tra loro…
Stanno li’. Poi quando ci fermiamo, come se non ci avessero visto arrivare, fanno una finta di corsetta, per spostarsi e spostare i motorini anch’essi in sosta in mezzo all’incrocio.
Noi passiamo, gli facciamo un colpetto di clacson e un cenno con la mano per ringraziare, loro ci rispondono con un urletto tipo eehhh oppure ohhhh oppure yayayaaaa oppure, quando proprio va bene, un halo mister e si rimettono in mezzo all’incrocio.
Da notare che non lo fanno solo con noi che siamo stranieri ma con tutti.
Ma che Diamine ci fanno in mezzo alla strada tutte le sere? e per di piu’ in mezzo agli incroci!
E’ un po’ di tempo che ci penso, e sono giunta alla conclusione che se uno in Indonesia facesse un francising di ‘luoghi di sosta’ diventerebbe miliardario! Delle strutture in bambou, con tetto in paglia e affacciate sulla strada, non servirebbero neanche sedie o altri arredi, una stuoia e magari una cameriera che serva bibite o meglio ancora un distributore automatico et voila’, praticamente un bar sfortunato; qui non ci sono i bar… secondo me andrebbero alla grande. Luoghi di sosta autorizzati. Ma forse si perderebbe il misterioso fascino degli incroci di kampung…
Chi e’ lo zozzo?
La domanda e’ retorica, naturalmente…
Parlavamo tempo fa con un amico italiano che e’ stato tacciato dalla moglie indonesiana come zozzone perche’, dopo un giorno in casa, di assoluto riposo, non si e’ fatto la doccia prima di cena.
Una stronzata? Sono d’accordo.
Ma questi diavolo di Indonesiani ne sono davvero convinti.
Loro si puliscono il sedere con la manina santa che poi, pura o impura che sia, prima o poi usano per cucinare o toccarsi la faccia comunque, per non parlare di quelli che si mangiano le unghie… rabbrividisco!
In cucina appoggiano piatti, piattini e utensili vari per terra e poi li riprendono e li riusano in continazione. Sono capaci di lavare 100 piatti e relative postare in un catino con si e no 20 litri d’acqua dentro e poi dirti che sono puliti.
Comprano cose al mercato con topi e scarafaggi che ci gironzolano sopra e molto spesso non le sciacquano neppure! Del resto topi e scarafaggi gli gironzolano con estrema naturalezza anche in casa quindi perche’ dovrebbero fare qualche differenza?
I bagni sono tremendi, megli la boscaglia. E la cosa piu’ orribile e’ vedere dove lasciano gli spazzolini da denti: nei posti piu’ putridi e impensabili di bagni altrettanto putridi e impensabili, il piu’ delle volte incastrati tra due chiodi sulle piastrelle viscide e bagnaticce che se le si guarda da vicino si vedono i mostricciatoli delle nostre pubblicita’ dei detersivi a occhio nudo e vi assicuro che hanno proprio la stessa faccia verde e con i dentoni storti e affilati, li ho visti. Non sono disegni o effetti speciali, sono gli abitanti delle piastrelle dei bagni indonesiani!
Pero’
Pero’ si lavano una volta al giorno.
E si lavano prendendo l’acqua stagnante da giorni con un secchiellino viscido di plastica da un catino in muratura rivestito delle piastrelle di cui sopra e buttandosela addosso.
Praticamente si sciacquano, non si lavano. Ma non diteglielo mai o li offenderete a morte!
Gia’, perche’ gli zozzi siete voi.
Voi che sapete riconoscere e giudicare se magari in un giono avete bisogno di due doccie anziche’ una e magari quello successivo nessuna. Voi che magari la doccia la fate la mattina e non la sera.
E se non bastasse siete anche un po’ matti perche’ lavate tutto per delle ore quando poi magari sono cose che tanto vanno bollite o fritte, e che usate una cosa che l’acqua della doccia la butta dall’altro e magari prima la scalda anche. Per non parlare della carta igienica. In ufficio strepito per ore ogni volta che vado in bagno. Finiro’ come in quei terribili uffici statali dove ogniuno ha il suo personalissimo rotolo e se lo tiene sulla scrivania. Che tristezza. Che brutto essere zozzi e non capire certe cose.
Il Giorno dello Struzzo
Oggi in Indonesia e’ festa, e’ il Nyepi.
In questa data prefissata gli spiriti malvagi arrivano sulla terra per impossessarsene ma, trovandola deserta (stanno tutti chiusi in casa in silenzio tutto il giorno) decidono che non c’e’ nulla di interessante e se ne vanno.
Questo ci dice qualcosa sul modo che hanno di risolvere i problemi… la tattica ‘struzzo’ appunto.
E’ una festa Balinese-Hindu quindi qui a Java se ne fregano, alcuni fanno festa e altri lavorano, alcuni sanno perche’ e’ festa altri ti rispondono che e’ festa perche’ e’ “tanggal merah” ovvero “data rossa”, nulla a che fare coi comunisti, e’ solo che essendo scritta in rosso sul calendario significa che e’ festa.
Non fa una piega.
Quanto adoro le dogane
Le dogane. Che cosa meravigliosa. Ogni volta che ci passo e di tanto in tanto quando ci si spedisce della merce attraverso se ne inventano una. Non finiranno mai di stupirmi. Ecco gli ultimi aggiornamenti:
Singapore, Marzo 2010
Uscendo dall’aereoporto passano allo scanner (come sempre) tutte le valigie, imbarcate e bagagli a mano. Ma da Marzo, o al massimo da Febbraio perche’ a Gennaio ancora non lo facevano, se hai delle sigarette, anche un solo pacchetto, ti mandano all’ufficio doganale a pagarci le tasse sopra. 78 Sing Dollar la stecca (39 Euro). Dicono sia una legge del 1992, pero’ stranamente non era mai successo, e dire che veniamo a Singapore quasi tutti i mesi. Mha, sara’ che sono precisi i Singaporeani, pero’…
Indonesia, sempre Marzo 2010
Dal 10 Marzo prendono le impronte digitali (tutte e 5 le dita, tutte e due le mani) a tutti gli stanieri che entrano nel Paese.
Cosa ci faranno non lo so, ma posso dirvi che il computer su cui tentavano di registrare le mie impronte si e’ bloccato 4 volte e la fila per il custom clearence si fa piu’ lunga e faticosa ogni volta.
Se qualcuno ha qualche idea vorrei risolvere questo misero! Intanto, indaghero’…
Sempre Indonesia, Gennaio 2010
E’ stato firmato l’accordo per il libero commercio con la Cina, eliminando completamente le tasse di importazione sulle merci cinesi (con l’ASEAN-China FTA). A parte questo, e tutte le simpaticissime discussioni che ci sono a tal proposito, la cosa davvero divertente e’ che il Ministero delle Dogane ha inviato delle richieste ai vari uffici doganali chiedendogli di, come posso dire, non farsi dare troppe ‘mance’ per i containers in arrivo dalla Cina cosi’ da non vanificare gli intenti dell’accordo facendo comunque aumentare di parecchio il costo delle merci importate!
Gli hanno addirittura dovuto mandare un comunicato!!! Sono incredibili, che Diamine!
Il processo di ‘conoscenza’
C’e’ un atteggiamento degli indonesiani che mi sorprende. Si verifica puntualmente dopo un po’ di tempo che ci si conosce, ma continua a stupirmi.
Loro fondamentalmente sono convinti che gli stranieri siano dei pazzi incomprensibili.
Certo, conoscendo gli expat che ci sono qui non posso dargli torto, e in effetti mi chiedo come facciano ad avere ancora rispetto per i bianchi visto gli esempi che hanno davanti nella maggior parte dei casi, ma questa e’ un’altra storia.
Quello che si verifica e’ che dopo un po’ che ci conoscono iniziano a convincersi che non siamo poi cosi’ pazzi. Si’ abbiamo degli atteggiamenti che loro non comprendono e delle reazioni che a volte non giustificano, ma il piu’ delle volte rientriamo nel loro concetto di ‘normalita”.
Il processo e’ lento e graduale e di solito passa decisamente parecchio tempo prima che si convincano che in qualche modo possono immaginare la nostra reazione alle cose.
Al principio e’ devastante. Si aspettano reazioni spropositate a qualsiasi informazioni e quindi risolvono non fonendo nessun tipo di informazione.
Con il tempo, parlandoci giorno dopo giorno, iniziano a capire che il modo di vedere le cose che accadono normalmente e’ abbastanza simile. E, dopo qualche settimana, iniziano a fornire qualche vaga informazione e ad attendere trepidanti la tua reazione.
Dopo qualche mese di questi ‘test preliminari’ ti parlano quasi tranquilli degli argomenti piu’ generici. Ma sono ancora diffidenti sulle tue reazioni alle informazioni meno generiche.
Poi, arriva il momento fatidico. Quello in cui hanno quasi preso confidenza, ti riconoscono come persona con cui si puo’ avere un minimo di dialogo, e iniziano a chiederti spiegazioni sulle cose che non capiscono.
L’arrivo di questa loro ‘nuova fase’ e’ inequivocabilmente segnato dall’affermazione: ma tu non sei come gli altri stranieri.
seguita da: Perche’?
Il perche’ e’ semplicemente dato da come sono gli stranieri che vivono qui nella maggior parte dei casi. Ma spiegarglielo e’ abbastanza difficile visto che prima sono stati colonozzati dagli olandesi (forse i peggiori al mondo, o forse i migliori, dipende dai punti di vista) e poi hanno avuto expat ubriaconi e promisqui (nella concezione piu’ ampia del termine) come quasi unici esempi di personaggi stranieri in queste zone.
Il fatto di essere un esempio vivente di un diverso tipo di straniero aiuta a fargli capire il concetto, sebbene restino diffidenti sul fatto che la maggioranza degli abitanti europei possano davvero essere ’quelli come noi’ e non ‘quelli come gli altri expat’.
Una volta che e’ passato questo step, viene il divertente. Perche’ a quel punto, come per magia, iniziano a dirti le cose che succedono e a chiederti spiegazioni sulle cose ‘europee’ che non capiscono, curiosi, e non piu’ impauriti, della tua reazione.
Bello no?
Peccato che questa abitudine la perdono con molta piu’ velocita’ di quella con cui la hanno acquisita.
Basta una settimana di assenza e bisogna di nuovo tirargli fuori le informazioni con le pinze per delle settimane o addirittura dei mesi, prima che ricomincino a fornirti chiaramente (quasi) tutte le informazioni di cui hai bisogno per lavorare.
E’ una cosa odiosa, devastante, spossante…
(to be continued)
Compleanno di Maometto
Ieri in Indonesia e’ stata festa nazionale per la ricorrenza islamica del Mulud, come si chiama qui, o Mawlid an-Nabi, il compleanno di Maometto appunto.
Giovedi’ sera le moschee hanno cantato e recitato preghiere fino a notte inoltrata, i fedeli sono andati in moschea e poi si sono trovati a mangiare e ciaciarare tutti insieme. Il giorno dopo hanno dormito, ciondolato un po’ in giro e sono andati jalan-jalan in paese (a fare le vasche, per capirci).
Devo dire che sono perplessa sulla confusione che c’e’ nel mondo islamico. Non che questo mi interessi o mi turbi, ma lo trovo strano.
I Cecenia esplodono fuochi d’artificio per i festeggiamenti.
In Arabia Saudita la celebrazione di questa festivita’ e’ scoraggiata per eccessiva venerazione del profeta (per l’islam e’ vietata l’adorazione di santi).
A Mindanao, nelle Filippine, i leader religiosi sono convinti che la quasi concomitanza del Compleanno di Maometto con la Pasqua sia un segno positivo per impegnarsi maggiormente a raggiungere la pace dopo i quarant’anni di guerriglia nella zona. E incentreranno le celebrazioni sulla pace come unica strada per lo sviluppo locale.
A Tripoli, in Libia, fanno famose e festose celebrazioni serali.
In Somalia i jihadisti hanno vietato qualunque tipo di celebrazione anche andare al mercato o festeggiare per strada, pena l’arresto. Dicono che e’ contrario alla Sharia, sostenendo, e rafforzando parecchio, l’opinione dell’Arabia Saudita.
In Italia (non ci facciamo mancare niente) festeggiano e invitano preti cattolici alle celebrazioni.
Mha. Che Diamine di confusione!
La massima del giorno
Un nostro operaio: Tante, tu sei piu’ intelligente.
Io: perche’?
Operaio: perche’ nel tuo paese siete tutti piu’ intelligenti
Io: spiegati meglio
Operaio: Voi sapete fare gli elicotteri. Noi no. Voi siete piu’ intelligenti.
Bahasa Indonesia
Cioe’ la lingua dell’Indonesia, l’Indonesiano, appunto.
Quando la si sente parlare senza conoscerla sembra una lingua davvero difficile e complessa. Quando la si conosce si capisce, in parte, la mente e i modi di vivere del popolo che la parla.
Senza ‘storia’:
E’ recentissima, diventata ufficiale nel 1945, con l’indipendenza dell’Indonesia.
Ci sono delle parole che sono davvero sintomatiche di questo, degli oggetti il cui nome e’ quello della marca piu’ nota tipo: il reggiseno si chiama bra, la macchina fotografica kodak, i tasselli fisher… se fosse mia una di queste società sarei esaltata come una pazza! 200 milioni di persone che chiamano una cosa con il nome che le ho dato io!! Semplicemente fantastico.
Senza tempo:
Il tempo non e’ mai di fondamentale importanza: la consegna di una fornitura, l’appuntamento con qualcuno, l’ora di un avvenimento, il giorno in cui un negozio avra’ a disposizione la merce che avete ordinato… e infatti i verbi non hanno nessun tipo di coniugazione e non contemplano l’espressione del tempo. E del resto a che serve quando puoi inserire un ‘ieri’ per riferirti al passato e un ‘domani’ per riferirti al futuro?
E quando dico al futuro intendo tutto il futuro, quindi se uno vi dice, “torna domani a ritirare la biancheria lavata” non c’e’ alcuna certezza che si riferisca a domani domani, o magari a domani inteso come dopodomani o fra 3 giorni o fra una settimana. E notare che il ‘domani’ di cui parlo significa proprio Domani, non e’ una parola per indicare il futuro o il poi, e’ proprio ‘domani’ della serie oggi e’ lunedì’, domani e’ martedì’.
Vi assicuro che i problemi lavorativi e organizzativi che derivano da questo problema del ‘domani’ vanno davvero oltre ogni immaginazione! Si tratta di dover insegnare ed abituare interi gruppi di lavoratori e fornitori ad abolire quella parola e sostituirla con una data certa, e conseguentemente dover tappezzare tutti i muri di calendari, istituire sistemi di multe per i fornitori ritardatari per incentivare il rispetto delle date… insomma, un casino.
Indefinibile:
Le parole non hanno ne’ numeri ne’ articoli che li definiscano. Non esiste singolare o plurale per le parole, semplicemente si ripetono due volte se sono piu’ di una! Esempio pratico: una cosa= barang due cose=barang-barang Anche gli articoli non esistono; perche’ un giorno vale l’altro e una cosa vale l’altra…
Copiata:
I cinesi e giapponesi son copioni, si’, ma anche gli indonesiani si difendono bene, credetemi. E nella lingua che parlano anche questo si rispecchia: ha 750 prestiti dal sanscrito, 1000 dall’arabo 125 dal portoghese, e ben 10.000 termini provengono dall’olandese dove, per fortuna, le parole difficili da pronunciare sono state ‘indonesianezzate’ il che le rende decisamente piu’ facili da pronunciare anche a noi italiani. Si perche’ la cosa piu’ bella di questa lingua e’ che si legge come l’italiano, anzi, e’ ancora piu’ facile dell’italiano perche’ la ‘c’ si legge sempre ci e la ‘k’ sempre ch, la ‘j’ e’ sempre gi e la ‘g’ e’ sempre gh. Nessun tipo di regola grammaticale neanche in questo!
Incredibilmente vaga:
Ci sono delle cose che ogni tanto chiedo alla gente: come si dice in indonesiano … ? e la risposta mi lascia a bocca aperta; ad esempio, come si chiama la maniglia, quella delle porte? Risposta: sguardo vago, risatina, spremitura di meningi, mhhhh seguito da murble murble, e poi… Bho? non lo so! Bene, meno male che e’ la tua lingua! questo capita con cadenza settimanale se non giornaliera. E vi assicuro che non sto tutto il tempo a farmi dire come si chiamano le cose. E che ogni tanto mi chiedo, possibile che non so ancora come si dice cassetto e continuo a chiamarlo la cosa che si tira? e’ la risposta e’ che il suo nome e’ la cosa che si tira, punto e basta.
Naturalmente, mancando delle parole l’unica altra soluzione e’ sostituirle con altre, o usarne delle altre simili. Ad esempio, quadrato e rettangolare si traducono entrambi con la stessa parola. Avete idea dei casini che questo provoca? Non so, dici a uno, vai a comprare 100 specchi rettangolari, o 100 tavoli rettangolari o 100 cartoncini rettangolari, quello ti torna con i 100 pezzi ma sono quadrati e te non puoi neanche strozzarlo!!
Talvolta divertente:
ci sono delle parole che s’imparano ad uno schioccar di dita come tanga che vuol dire scala o kolkas che e’ il frigorifero o pupuk di cui vi lascio immaginare il significato…
Diversa da com’e’ a prima vista:
Se appena la si sente puo’ sembrare complicatissima in realtà e’ la piu’ semplice del mondo (come risultato anche dal un’indagine dell’universita’ di Oxford).



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